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Giovedì, 29 Ottobre 2020 09:38

DECRETO RISTORI: via libera a misure urgenti a sostegno di imprese e lavoratori

Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il sostegno ai lavoratori e alle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle nuove restrizioni anti-Covid-19 introdotte con il DPCM del 25 ottobre

 

Il provvedimento prevede lo stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare. "È un decreto contrassegnato da rapidità, semplicità ed efficacia", dichiara il Ministro dell'economia e delle finanze Roberto Gualtieri durante la conferenza stampa indetta al termine della riunione. Le principali misure introdotte consistono in:

- contributi a fondo perduto anche alle imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente (con bonifico dell'Agenzia delle Entrate), entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. L’importo del beneficio varierà dal 100% al 400% di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio. Ad esempio: un bar che aveva già ottenuto 2 mila euro con il Decreto Rilancio ora potrà ottenere 3 mila euro, un grande ristorante che aveva ottenuto 13 mila euro potrà avere fino a 26 mila euro.

- proroga della cassa integrazione: ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre e il 31 gennaio da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

- esonero dal versamento dei contributi previdenziali riconosciuto per un periodo massimo di 4 mesi (fruibili entro il 31 maggio 2021) ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza Covid. L’esonero è pari al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%, e al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

- credito d’imposta sugli affitti esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre e allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subìto un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

- cancellazione della seconda rata IMU in scadenza il 16 dicembre.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto sottolineare che se il Governo ha deciso di chiudere certe attività non è perché le ritiene superflue o meno importanti di altre, ma per ridurre i contatti non necessari fra le persone o addirittura gli assembramenti in modo da evitare che la curva epidemiologica ci sfugga. "Se rispettiamo queste misure - afferma - abbiamo buone chance di affrontare il prossimo mese di dicembre con una certa serenità. In caso contrario ci ritroveremmo più avanti di fronte alla necessità di operare un lockdown generalizzato, uno scenario che dobbiamo scongiurare in ogni modo. Queste misure sono necessarie per proteggere il nostro sistema economico, produttivo, sociale ed evitare che venga danneggiato irreparabilmente. Dobbiamo continuare su questa strada di grande responsabilità, determinazione, coraggio, solidarietà".

 

Rossella Contato

Letto 99 volte Ultima modifica il Giovedì, 29 Ottobre 2020 10:01

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