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Lunedì, 07 Settembre 2020 11:44

Davide Malizia riceve il premio Sucre d’Or

Per la prima volta il titolo di Miglior Artista al Mondo dello Zucchero va ad un italiano

 

È Davide Malizia il Miglior Artista al Mondo dello Zucchero, insignito del prestigioso riconoscimento Sucre d’Or, ieri a Roma, ed è il primo italiano a vincere, dopo i francesi Gabriel Paillasson e Stéphane Klein. A conferire il premio internazionale l’azienda Déco Relief, riconoscendo stile, estetica, tecnica e innovazione nella lavorazione dello zucchero artistico del pasticciere romano.
“Lo reputo un traguardo eccezionale, considerando anche l'altissimo livello dei miei predecessori. Si tratta di un tassello importante della mia carriera, che sancisce nel migliore dei modi tutto ciò che finora ho fatto nella disciplina dello zucchero artistico”, ha dichiarato Malizia. E non è mancata la commozione, quando ha raccontato: “Sono 20 anni che lavoro con questa materia, dal contenuto così effimero, ma così magico. I miei genitori sono mancati molti anni fa, insieme. Vengo da una famiglia di ceramisti, di scultori della ceramica. Mi hanno lasciato un dono, che nel tempo ho affinato: l'arte della manipolazione della materia, che ho applicato allo zucchero. Questo perché nella vita professionale mi sono dedicato alla pasticceria. Lo zucchero artistico è, a mio avviso, la massima espressione per un pasticciere: quando ho cominciato ero uno dei pochi, non mancava chi mi diceva 'non puoi vivere di zucchero'. Ma ho sempre creduto nella mia passione, e oggi corono un sogno!”.
A proclamare il vincitore insieme a Iginio Massari, Gabriel Paillasson, fondatore e presidente onorario della Coupe du Monde de la Pâtisserie, orgoglioso di consegnare il premio, in un’edizione che ha visto “protagonista la giovinezza unita al talento”, come egli stesso ha sottolineato. Massari ha invece fatto riflettere sul prestigio del Sucre D’Or, conferito ogni 10 anni, “ciò vuol dire che in un secolo ci saranno solo 10 artisti dello zucchero a portare questo titolo”.
In giuria, con Paillason, anche Frédéric Bonnet, già direttore tecnico dell'École Nationale Supérieure de Pâtisserie (ENSP) a Yssingeaux, Alain Lambert, fondatore di Déco Relief, e Pascal Molines, MOF e Campione del Mondo di Pasticceria. All'unanimità hanno espresso il loro voto per Malizia, individuando in lui abilità artistiche, grande evoluzione oltre che tecnicità, e amore per la professione, provato dalla sua stessa Aromacademy, fondata nel 2015 a Roma.
A patrocinare l’evento di ieri, a Palazzo Naiadi, Confartigianato Alimentazione, rappresentato da Augusto Cestra, presidente regionale di Confartigianato Dolciario Lazio.

Davide Malizia, cosa fa la differenza nell'eccellenza?
Credo ci sia una sostanziale differenza tra esecutore e artista. Ci sono ottimi esecutori in questa disciplina, anche molto bravi. Sono però sempre stato convinto di una cosa: il talento non si acquisisce e tantomeno si compra, è una caratteristica innata tipica solo dell'Artista, con la A maiuscola. Ritengo la predisposizione naturale una marcia in più, ma considero fondamentale l'allenamento: disciplina e applicazione permettono di raggiungere risultati importanti e, coniugate al talento, anche vette prestigiose come quella dello Sucre D'Or.


Quale futuro vedi per lo zucchero artistico?
Questa disciplina affascina soprattutto le nuove leve. Ai meno esperti può anche sembrare un'applicazione da un lato troppo difficile, dall'altra “inutile”, poiché la scultura di zucchero artistico non si mangia. Quello che però emerge, ad uno sguardo più attento, è l'enorme potenziale di queste sculture, che hanno grande e sempre maggiore applicazione nella pasticceria di alto livello. Basti pensare alle vetrine, da arricchire in modo spettacolare o alla richieste di sculture per eventi e cerimonie, la cui domanda è in crescita. Non ultimo, da considerare i costi: come mi ha sempre detto uno dei miei grandi maestri, Iginio Massari, l'arte dello zucchero è la più difficile, ma anche la più economica. Quello che cerco di dire è che il “segreto” sta tutto nella manualità e nella propria arte.


Qualche consiglio per chi desidera partecipare a concorsi e creare un proprio stile artistico?
Mai guardare ai libri o al passato, perché si tende a copiare, a realizzare dei deja vu, anche se belli e ben fatti. Bisogna piuttosto fare un lavoro di invenzione, concettuale. È un processo creativo che dura tanto, ci vogliono anni per raggiungere il proprio stile: lo dico per esperienza. Le persone vengono ricordate per l'impronta che lasciano, per la loro cifra stilistica e la tecnica. Credo che ciò valga per molti ambiti artistici, non solo nell'applicazione dello zucchero.


Credits Foto Matteo Lonati

 

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Letto 112 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Settembre 2020 11:51

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