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Martedì, 28 Aprile 2020 13:53

Fipe: un protocollo di sicurezza per la ripartenza

Ma occorrono liquidità e politiche di visione

 

Il mondo della ristorazione è pronto a ripartire e vuole farlo in piena sicurezza, tutelando clienti e dipendenti. La Fipe, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, avvalendosi di una consulenza scientifica, ha stilato ben 35 pagine di riferimento operativo, messe a disposizione delle Autorità competenti, contenenti le procedure di sicurezza da applicare in bar, ristoranti e servizi di catering. Un metro di distanza tra i tavoli e mascherine al personale di sala e cucina, accessi differenziati, dove possibile, per i clienti in entrata e quelli in uscita, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali, gel igienizzante a disposizione di tutti. Sono queste alcune delle misure che i ristoratori italiani si impegnano a predisporre, per riaprire il prima possibile. Eppure la classificazione di rischio, appena effettuata dall’Inail, indica i Pubblici Esercizi come attività a basso rischio.
Tutto questo accade mentre scriviamo, all’indomani della notizia della riapertura di bar e ristoranti prevista a inizio giugno. Misure operative a parte, il problema restano le risorse, e non solo i contributi immediati tanto auspicati, ma serie politiche di visione perché bisogna offrire prospettive ad un settore in profonda crisi. 50mila imprese, infatti, rischiano di non riaprire. Già a inizio aprile Fipe denunciava misure di sostegno per il comparto gravemente insufficienti e nessuna condizione di mercato, facendosi voce per molti imprenditori che maturavano l’idea di non riaprire l’attività.
“Fino a quando saranno in vigore le misure di distanziamento sociale, con le diverse modalità di fruizione dei servizi dei Pubblici Esercizi, è evidente che non si potrà lavorare a pieno regime – ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe –. È indispensabile che le istituzioni supportino economicamente il settore in questa fase transitoria. Serve un segnale forte da parte dell’esecutivo, sui temi degli indennizzi per chi ha subito ingenti perdite di fatturato, della liquidità, della fiscalità, degli strumenti di protezione sociale come la cassa integrazione, oltre che interventi per le locazioni commerciali”.
La notizia della riapertura a giugno giunge mentre si è ancora in attesa della cassa integrazione per i dipendenti e il decreto liquidità stenta a decollare. La nota Fipe riporta altri 9 miliardi di danni, che portano le perdite stimate a 34 miliardi in totale dall’inizio della crisi.

www.fipe.it

 

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