Lunedì, 17 Giugno 2013 17:00

In ricordo di Giampiero Gertosio

Insieme a Giuseppe Gagliardi, oggi stimato docente presso Cast Alimenti, ricordiamo Giampiero Gertosio, scomparso di recente, formatore d’eccellenza a Torino e maestro di una generazione di professionisti che oggi operano con successo nel mondo del dolce. Il testo qui riportato era stato scritto da Gagliardi qualche anno fa ed era già apparso sulle pagine di “Pasticceria Internazionale”.

OMAGGIO A GIANPIERO GERTOSIO

Sono ormai passati più di venti anni da quel lontano 1982, l’anno che per tutti noi è rimasto nella storia per la vittoria dei mondiali di calcio.

Io ricordo di aver avuto qualcosa di più per poter gioire, il mio diploma alla Scuola di Arte Bianca e per le Industrie Dolciarie di Torino, dove ho avuto la fortuna di conoscere il mio “Prof” Gianpiero Gertosio. Lui è stato per me non solo un grande maestro di arte dolciaria, ma anche e soprattutto un maestro di vita, trasmettendomi valori come l’umiltà, la passione per la pasticceria ed il rispetto per i miei compagni.

Lo ricordo con quell’aria seria e distinta, elegante in ogni cosa egli facesse. Era severo ed esigente, ma mi colpiva il fatto che nelle lunghe giornate che passavamo insieme non mancava di emergere la grande umanità che lo caratterizza.

Lui è stato il mio Prof per la sua eccellenza.

L’obiettivo primario di una scuola è che ci lasci qualcosa! Bé, l’Arte Bianca mi ha lasciato qualcosa, perché grazie a Gianpiero ho capito che tutto il lavoro che sviluppavamo doveva avere una logica di pianificazione, di ragionamento e di etica.

La mia vita in quell’anno ha avuto una svolta, ed oggi scopro che la grande ammirazione per quell’uomo si è tradotta in una sorta di emulazione del suo percorso professionale.

Ho cominciato ad esercitare questo mestiere nella pasticceria “Amore” di Corso Sebastopoli a Torino, dove ho avuto il piacere di conoscere il signor Vincenzo un grande amico del Prof e la sua splendida famiglia. Ritengo che questa è stata un’altra tappa professionale di fondamentale importanza, perché l’attività era gestita da una famiglia con dei valori. Troppo spesso in giovane età si finisce a lavorare in laboratori che sembrano stabilimenti dove non sei altro che un numero che deve produrre. Successivamente pur continuando a lavorare in pasticceria ho deciso di diplomarmi in ragioneria frequentando una scuola serale. Ad obiettivo raggiunto ho lavorato per qualche stagione in Valtur Villaggi come responsabile della pasticceria e qui grazie ad uno dei principi di questo grande tour operator ho capito quanto sia importante un buon sviluppo della comunicazione e la valorizzazione delle risorse umane. Chiusa questa parentesi ho cominciato una collaborazione con la Scuola Alberghiera di Serramazzoni in provincia di Modena dove insegno tutt’ora nel corso di specializzazione Eurodhip e la formazione dei corsi di aggiornamento per adulti.Inoltre collaboro con gli Istituti Alberghieri “G.Magnaghi” di Salsomaggiore Terme (PR) e “Motti” di Reggio Emilia dove mi occupo delle docenze della terza area.

Quest’anno ricorre il mio primo decennio come insegnante, un lavoro che mi appassiona sempre di più. La cosa straordinaria è che realizzo, oggi più che mai, come un “semplice” incontro ha il potere di cambiare la nostra vita e la stima e l’ammirazione verso qualcuno possono essere un veicolo efficacissimo per stimolarci sempre di più ad intraprendere, perseguire e consolidare un percorso che ci rende attori entusiasti del lavoro che abbiamo scelto di fare. E’ proprio questo il principio che mi spinge a continuare il cammino della formazione nel settore giovanile, con la intima speranza che un giorno uno dei miei allievi possa provare lo stesso sentimento che io provo per Giampiero Gertosio. Ho la consapevolezza che oggi per un giovane poter scegliere con lucidità un mestiere come il pasticcere che richiede innanzitutto molto spirito di sacrificio e rigore, non è cosa facile, soprattutto in una società sempre più complessa e confusa. Di frequente sento dire che i giovani hanno perso i valori, o per lo meno li hanno modificati; io non sono di questo avviso. La chiave di svolta è potere offrire loro dei punti di riferimento importanti, e per poterlo fare bisogna far nascere in loro curiosità, “fame” di cultura ed un’attenta ricerca introspettiva dei loro talenti e conseguente valorizzazione.Amo lavorare con i giovani perchè mi sento “vivo”, e devo ringraziare la Scuola Alberghiera di Serramazzoni che mi dà da anni questa opportunità.La filosofia di questa scuola si identifica nella continua ricerca della formazione di qualità e questo mi fa ben sperare per il futuro. Negli ultimi anni ho avuto la sensazione che si tende a declassare l’operato delle scuole professionali e non ne capisco il motivo.Penso che la politica nazionale stia condizionando oggi più che mai, il delicato equilibrio che caratterizza da anni l’istruzione.

Oltre alla grande esperienza che mi ha permesso di fare nella sua sede, la Scuola Alberghiera di Serramazzoni mi ha fatto dono dell’incontro con i fratelli Marco e Alfredo Vallocchia, due pasticceri con i quali ho fondato un gruppo che si chiama “Artechef”, un team di professionisti che condivide un semplice ma fondamentale obbiettivo: la voglia di crescere insieme mettendosi al servizio del settore con umiltà e grande professionalità.    

 

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