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Il 24 marzo si celebra la seconda giornata europea del gelato: una grande festa di degustazioni e iniziative che coinvolgerà tutte le gelaterie e i maestri gelatieri d’Europa! Una festa sì, ma anche l’occasione per promuovere manifestazioni volte a sensibilizzare i consumatori su vari temi importanti: alimentazione, biodegradabilità, formazione, intolleranze alimentari…
Alberto Marchetti sceglie di dedicare, non solo questa giornata ma tutto l’anno ai bambini e organizza una serie di appuntamenti dedicati ai più piccoli che partiranno proprio il 24 marzo e proseguiranno nei mesi successivi. Perché, come dice la locandina, “Il gelato nutre la fantasia” e se i bambini sono il nostro futuro anche un semplice cono può essere lo spunto per un momento formativo ed educativo che li aiuti a crescere.
Il primo appuntamento è fissato il 24 marzo alle ore 16,00 nel punto vendita Alberto Marchetti di Via Po 35 a Torino con un laboratorio ludico educativo nel quale ai bambini sarà data la possibilità di preparare e poi mangiare il gelato da loro stessi prodotto!
I bambini, inoltre, impareranno a conoscere gli ingredienti, le loro proprietà nutritive e le loro caratteristiche e, guidati dal maestro gelatiere, si cimenteranno nella preparazione del gelato alla crema e anche di un gusto alla frutta – di stagione ovviamente! - per accontentare anche i bambini intolleranti al latte e al lattosio. E per nutrire la mente oltre che il corpo Pino Pace, scrittore per l’infanzia, racconterà la storia di Prospero e l’Esagelato tratta dal libro omonimo della collana  Giralangolo - Narrativa | Ragazzi.   
 
www.albertomarchetti.it

Proprio nell'anno in cui festeggia il quarantesimo di fondazione, Le Gourmet di Angelo Tondini, azienda con sede a Sumirago, Va, ha vinto il primo premio assoluto al concorso King of Catering, competizione nazionale organizzata a Firenze durante Taste, il salone-evento che si svolge ogni anno a Palazzo Pitti. Un riconoscimento prestigioso che arriva dopo tre anni consecutivi ai vertici: nel 2011 Le Gourmet aveva infatti ottenuto il premio di categoria King Menù, nel 2012 e 2013 il Gold di King of Catering. E quest'anno è arrivato il platinum, ovvero il primo posto assoluto. Le Gourmet ha passato tutte le fasi di selezione, precedendo alla fine, tra le oltre cento aziende partecipanti, Sire Ricevimenti di Napoli, Santi Catering di Treviso e Caffè Scala di Milano.

Il tema dell'edizione 2014 del concorso era arduo: "Matrimoni del gusto: i catering italiani sposano la cucina internazionale delle grandi occasioni"; un tema complesso ma che rappresenta una tendenza sempre più diffusa a livello mondiale, dove solo l'esperienza e un'attenta analisi delle diverse culture può portare ad una sapiente rivisitazione. I quattro finalisti hanno dovuto presentare un menu ispirato ai grandi piatti delle tradizioni culinarie di Azerbaijan, Cina, Emirati Arabi, India e cimentandosi in allestimenti e presentazioni reinterpretate secondo il gusto italiano. Il tutto, rispettando un budget massimo di spesa per commensale di 36 euro.
«Il compito non è stato semplice - commenta Tondini -. Ci siamo dovuti documentare sui piatti tipici di questi Paesi, assimilarli e reinventarli con il tocco italiano». La prova prevedeva la presentazione di otto antipasti (quattro per due nazioni) serviti a buffet, due piatti serviti al tavolo provenienti da due Paesi diversi e tre dolci per ogni nazione serviti anche loro a buffet. L'abilità culinaria di Le Gourmet ha proposto rivisitazioni che hanno compreso, tra gli altri piatti, la dolma azera e le capesante al curry indiane per gli antipasti, quindi dagli Emirati la chorba bel a dess e dalla Cina un piatto della cucina confuciana con le costole di maiale. Per concludere, datteri farciti (Emirati), budino di mandorle e frutta allo zenzero (Cina), gelatina di the alla menta (Azerbaijan) e gallette di ceci (India), solo per citare alcuni dei dolci proposti. Fondamentale l'allestimento. «In collaborazione con Claudio Brovelli, abbiamo potuto realizzare un allestimento in stile orientale completo di una tenda con i colori classici delle popolazioni arabe. Claudio Brovelli si è poi occupato della realizzazione dei sottopiatti, fatti a mano da lui stesso e dal suo staff, e di tutto l'allestimento floreale nei colori delle spezie: sicuramente un contributo che ha fatto la differenza».

King of Catering è stato organizzato da La Buccia in collaborazione con Pitti Immagine, Mondadori Pubblicità e Four Seasons Hotel Firenze e sostenuto da importanti aziende del "made in Italy" come Bisol, La Campofilone, Flamigni, Rcr Cristalleria Italiana, Ferrarelle Spa e Venchi.

 

Nella tradizione napoletana esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte e al forno. In entrambi i casi le zeppole hanno forma circolare con un foro centrale dal diametro di 2 cm circa e sono guarnite ricoprendole di crema pasticciera con sopra delle amarene sciroppate. Lo chef pasticcere Armando Palmieri, ci spiega perchè l'impasto per fare le zeppole al forno deve essere diverso da quello per le zeppole fritte. Seguendo i suoi consigli e le dosi giuste avrete delle zeppole perfette per festeggiare i papà il 19 Marzo.


Per fare le zeppole che siano esse fritte o al forno si utilizza una base che è composta dagli stessi ingredienti, e cioè pasta choux o comunemente detta pasta bignè costituita da:
uova intere
farina W 200 (medio-debole)
Acqua
Burro (o un altro grasso)
Sale

Percentuale degli ingredienti
Normalmente le percentuali della composizione sono così ripartite:
36 -38% uova
20 - 24% farina
20% acqua
21% burro
1% sale
Il metodo di cottura farà variare queste percentuali, ossia nel caso si scegliesse una cottura a immersione in olio bollente, per le caratteristiche del metodo, la materia grassa verrà ridotta del 10-20% circa.

Perchè cambiano le dosi in base alla cottura?
Le uova
Per le proteine che coagulano (dopo i 60°C queste proteine non riescono a trattenere acqua e la cedono, questa per effetto della T, si trasforma in vapore e quindi rigonfiano) ed il potere emulsionante che hanno (grazie alla percentuale di lecitine che fungono da emulsionanti), stabilizzano la massa. Più grasso contiene una massa, più si dovranno aggiungere proteine ed emulsionanti (quindi tuorli) per legare bene la stessa massa
Ecco perchè se io scelgo di fare una zeppola fritta, diminuendo il grasso, diminuisco anche le uova.
La farina
Una farina poco proteica mi darà la possibilità di avere un bignè più vuoto. Se aggiungo più farina, avrò bisogno di più liquidi che devono idratare gli amidi, e di conseguenza più uova. L'acqua È fondamentale perchè contribuisce allo scioglimento dei grassi (non a caso nella preparazione bignè, si mette insieme al burro sul fornello)contribuisce alla formazione di vapore acqueo in cottura.
Il burro o materia grassa
Più burro o materia grassa si inserisce nella ricetta, più si avrà un bignè vuoto, il grasso crea una barriera al vapore acqueo e quindi sviluppa (in fase di evaporazione) lo svuotamento del bignè.

Nella pasta cotta per immersione (frittura) riduco la materia grassa perchè la sua presenza tende a rompere la struttura del pastello. se friggo infatti una pasta ideale per la cottura al forno, quasi sicuramente in olio mi si rompe mentre gonfia.

Il sale - Si comporta come esaltatore di sapidità.

Ingredienti e dosi per pasta choux da forno
500 g acqua
520 g burro
10 g sale
450 g farina
880 g uova

Ingredienti e dosi per pasta choux da frittura
500 g acqua
120 g burro
10 g sale
380 g farina
500 g uova

La pasta bignè è una massa precotta, ovvero una massa dove avviene la pregelatinizzazione degli amidi, cuocendo su fornello i primi ingredienti (acqua, burro, farina, sale) si va inizialmente a disidratare una parte di acqua, quindi si va ad "asciugare" la massa, con la temperatura poi, gli amidi gelatinizzano e formano la struttura salda dell'amido che in secondo momento, quando è già formata, ha bisogno di essere reidratata (le uova) altrimenti in cottura, si otterrebbe un prodotto legato, ma troppo fragile, perchè scarso di liquidi. Quindi l'acqua di trasforma in vapore che non esce dalla massa perchè abbiamo la salda d'amido, nel frattempo le uova coagulate danno la struttura all'involucro, quindi il vapore non fuoriuscendo gonfia l'impasto. È importante sapere bilanciare la ricetta proprio perchè bisogna avere lo sviluppo di vapore e una buona struttura affinchè il vapore venga trattenuto e la stessa struttura non si rompa.

Per tutte queste ragioni e dopo aver sperimentato varie ricette a mio avviso una idonea ricetta di ZEPPOLA AL FORNO è:
500 g acqua
550 g burro
400 g farina w 200
540 g uova
150 g albumi
4 g sale
Una buona ricetta per ZEPPOLA FRITTA è:
500 g acqua
125 g burro
360 g farina w 200
540 g uova
4 g sale
Si usa il solito procedimento da pasta beignets da forno, acqua sale e burro su fornello fino allo scioglimento del burro, in un colpo solo aggiungere la farina e appena la pasta comincerà a staccarsi dalle pareti della pentola, porre in planetaria, lasciare girare a vuoto a velocità moderata per qualche minuto e iniziare ad aggiungere le uova in tre riprese. Formare le bignole o le zeppole su carta da forno e friggere in olio di semi di arachide o girasole a 160°C per circa 6 minuti. Per la cottura al forno si consiglia temperatura 200° per 16-18 minuti circa con valvola semi aperta.

Curiosità
Le zeppole sono le discendenti delle frittelle, preparate in grandi quantità nell’antica Roma, con il finire dell’inverno, per festeggiare le Liberalia feste in onore del vino e del grano. Sono il simbolo della festa del papà, ma soprattutto un omaggio al padre più famoso della storia. Vengono preparate con modalità leggermente diverse nelle varie regioni. In Italia meridionale è un dolce tipico della festa di San Giuseppe ed è perciò detta zeppola di San Giuseppe, in altre zone è invece un dolce carnevalesco.

Ricetta di Armando Palmieri, tratta da: http://www.alimentipedia.it/zeppole-di-san-giuseppe.html

Questo è lo slogan della prima edizione di Ortinfestival che dal 30 maggio al 2 giugno, quando il paesaggio agricolo promette i primi frutti ed i Giardini della Reggia di Venaria si ammantano di un verde sontuoso, si inaugura negli orti della Reggia, recuperati e riprogettati in una visione "ortemporanea", con specie rare, antiche varietà, prodotti tipici e vegetali esotici di tutto il mondo a km 0. Ortinfestival metterà in mostra, in uno spazio di circa 10 ettari, che nell'Ottocento ospitavano l'Azienda Agricola della Real Casa e dove oggi è riproposto il Potager Royal, realizzato secondo i principi dell'Agro-ecologia, i migliori frutti della terra e le più innovative esperienze ispirate da un'agricoltura rispettosa dell'ambiente e dal design, per un'alimentazione "sana, gustosa, creativa e sostenibile", attenta alla salute, sensibile alla salvaguardia delle risorse idriche ed energetiche.

La manifestazione racconterà l'agri-cool-tura contemporanea, ovvero l'inscindibile legame tra natura, ambiente, orticoltura, gastronomia, creatività e design: attraverso produzioni orticole locali e esotiche, varietà recuperate e folies-gourmandes, panieri del territorio e orti etnici, specchio di una società multiculturale; pratiche agricole millenarie e le tecniche più innovative; orti idroponici, orti verticali, orti urbani, orti creativi e orti social; una rassegna di gastronomia orticola tra km 0 e kilometraggio illimitato.

Ortinfestival è un percorso espositivo e gastronomico indoor e open-air, multi-target, con cento spazi espositivi dove si potranno vedere, provare, acquistare prodotti di pregio, spaziando dalla gastronomia al benessere, dal florovivaismo orticolo al design. A Ortinfestival il food è protagonista. Si spazia da una rassegna di cucina creativa d'autore ospite del ristorante stellato il Dolce Stilnovo (1 stella MIchelin) della Reggia e di altri locali torinesi a quella del mercato (BistrOrt), dallo street food ai pop-up kiosk, con la possibilità di accomodarsi nella iPlaid pic-nic arera per consumare una merenda sinoira, con i prodotti dei mercati contadini presenti.
Ci saranno showcooking con chef stellati italiani e esteri; cooking classes con foodblogger e cuochi ospiti ispirati dalla filosofia dell'orto gourmet; un'area shopping per pollici verdi, per abili cuochi e apprendisti stregoni, per golosi e curiosi, con visite guidate, ateliers, laboratori attivi e brevi workshops per il piacere di scoprire i segreti dell'orto e della terra, dei vini, delle birre artigianali e della gastronomia, tra un intrattenimento musicale ed una performance, una mostra ed un incontro.

Per l'originalità dei suoi contenuti, Ortinfestival ha ottenuto il Patrocinio del Comitato Scientifico dell'Expo 2015.

www.lavenaria.it

Prendi due archeologi specializzati nel cibo antico che ricostruiscono le abitudini alimentari di duemila anni fa in Palestina e una giornalista e fotografa che assembla il quadro delle usanze alimentari di oggi per farle incontrare con quelle del passato. Questi gli ingredienti di un viaggio tra cibi e abitudini alimentari lungo millenni, attraverso un percorso che va a toccare luoghi simbolo del mondo antico come Tel Aviv, Tiberiade, Beit she’an, Nazareth, Cesarea, Haifa, Jiaffa, Gerusalemme. Un viaggio a tappe, alla scoperta di sapori autentici, con un continuo parallelismo tra le tendenze e le tipicità gastronomiche di oggi con quelle di duemila anni fa. Qui si colloca l’indagine sul Menù dell’Ultima Cena che prende forma nel progetto di divulgazione scientifica Archeoricette, di cui è ideatore l’archeologo torinese Generoso Urciuoli. Il progetto si prefigge, utilizzando il cibo quale filtro interpretativo, di ricostruire le abitudini alimentari delle antiche civiltà oggetto d’indagine, dimostrando l’esistenza dell’arte culinaria ben prima del Medioevo e riproponendo spesso, quale risultato pratico delle indagini condotte, ricette antiche, in alcuni casi vere, cioè tramandate dalle fonti, in altri casi ricostruite con l’analisi del contesto.

Protagonisti di questa indagine in Palestina saranno piatti come Sabich, Shakshouka, Chamin o Rugelach, ma anche la ricerca di un loro omologo antico. Cibo povero e cibo per le mense nobili; cibo rituale e cibo quotidiano. Non a caso il viaggio e la ricerca storico-archeologica si concluderanno a Gerusalemme nel mese di aprile per ricostruire, in modo minuzioso e avvolto da un alone di mistero, I(L) Menù dell’Ultima Cena.

Archeoricette unisce l’approccio archeologico ai filtri antropologici, mettendoli a confronto con le attuali acquisizioni della scienza della nutrizione e persegue le proprie finalità divulgative utilizzando canali di comunicazione diversi: dai social ai blog, dai tour enogastronomici alle conferenze, dalle Archeoricette a Tavola (incontri accompagnati da una cena) alle pubblicazioni, tra cui Archeoricette per i tipi di Feltrinelli e, appunto, Indovina chi venne a cena?, edizioni Sottosopra.

Per sostenere la ricerca è stata aperta una pagina per il crowdfunding http://www.indiegogo.com/projects/ultima-cena, ma l’attività legata al Menù dell’Ultima Cena si può seguire anche sui social attraverso l’hastag #ultimacena o direttamente sul sito www.archeoricette.com

Dal 26 marzo al 5 aprile Singapore ospiterà il World Gourmet Summit, la 18ª edizione della kermesse culinaria dedicata alle esperienze gastronomiche più esclusive: molti saranno gli chef ospiti e gli eventi in programma che catalizzeranno l'attenzione sulla Città-Stato asiatica che, ancora una volta, conferma la propria vocazione internazionale, trasformandosi nel palcoscenico mondiale della gastronomia.

Si accendono i riflettori sui migliori ristoranti e hotel della città che brilleranno ancor di più grazie agli chef di fama internazionale che prenderanno parte ai numerosi eventi in programma. Considerato uno degli eventi di maggior successo degli ultimi anni, il World Gourmet Summit richiama ogni anno oltre 20.000 visitatori provenienti da tutto il mondo. L’edizione di quest’anno promette di innalzare il livello qualitativo della scena culinaria internazionale focalizzandosi su un tema ambizioso come "The Classics", ovvero la celebrazione e rivisitazione dei classici, intesi nella loro accezione più ampia. Non solo quindi eccellenze gastronomiche e vinicole, ma anche esperienze culinarie raffinate ed eleganti.

Gli appuntamenti di quest’anno comprendono randezvous con i più importanti chef del mondo, degustazioni di vini pregiati, cocktails, charity events e il prestigioso Award of Excellence, che premierà non solo i migliori vini e le eccellenze gastronomiche, ma anche professionisti ed aziende del settore hospitality.
 
Da non perdere le cene a tema che sviluppano il filo conduttore della manifestazione e forniscono una panoramica delle diverse accezioni di "classico". Alcune di esse sono dedicate a materie prime senza tempo, come il caviale, il whisky e il foie gras, emblemi di raffinatezza, eleganza e buon gusto. Non mancherà l’occasione per conoscere i talenti provenienti dai migliori hotel e ristoranti di Singapore, che disporranno di stand per la promozione delle location e dei prodotti in un ambiente raffinato.
 
 www.worldgourmetsummit.com
 www.yoursingapore.com

Si terrà mercoledì 19 marzo, alla Brick Lane Gallery di Londra, un evento di food art tutto italiano a cura del pastry chef Francesco Favorito, fondatore della World Gluten Free Chef Academy. Un'esibizione che rientra nel contesto di una serie di iniziative promosse da NOlab e NOlab Academy e che si svolgerà nel corso del vernissage di Who Art You? London Edition, una collettiva di 14 artisti emergenti italiani selezionati dalle edizioni 2012 e 2013 di Who Art You?, un contest internazionale artistico che prende vita ogni anno a Milano nel mese di maggio.

Le creazioni a cui lo chef Favorito darà vita serviranno, inoltre, per promuovere la nascita di NOlab Academy London, un’agenzia di formazione con base a Wimbledon che organizzerà corsi professionali di cucina per appassionati di tutte le nazionalità che vogliano avvicinarsi all'arte culinaria italiana e scoprire anche quella gluten free: lezioni per italiani residenti a Londra e per stranieri che siano interessati a percorsi formativi in Italia. Docente delle lezioni sarà proprio lo chef Francesco Favorito, da anni impegnato a diffondere la cultura della cucina salutare made in Italy.

Si tratta di una nuova avventura per NOlab Academy, accademia milanese che organizza corsi di formazione nei settori del food e del visual nella città e nella provincia di Milano: corsi pratici e professionali, adattabili alle esigenze dei partecipanti, in compagnia dei più qualificati e rinomati docenti a livello nazionale e internazionale. http://www.nolabacademy.com/

Il Campionato Mondiale della Pizza (7-8-9 aprile) giunge quest’anno alle sua 23a edizione e si conferma la manifestazione mondiale per eccellenza del settore della pizza. Ogni anno più di 600 concorrenti provenienti da tutto il globo si sfidano in 11 categorie di cottura e abilità mettendo alla prova le proprie conoscenze ed abilità, giudicati da attente e competenti giurie che decretano ogni anno i Campioni del Mondo. La manifestazione, oltre ad essere teatro di gara, è anche il punto di riferimento per tutti gli operatori e gli specialisti del comparto pizza: organizzatori fieristici, aziende, buyers, un punto di osservazione unico e privilegiato rispetto alle novità ed ai potenziali futuri trend del comparto.
Molte le novità per l’edizione 2014 a partire dalla sede, il Palacassa di Parma, con più di 600 partecipanti provenienti da 35 nazioni; 3 giorni di gare ed eventi ad alta professionalità e intrattenimento; 10.000 visitatori previsti (9.000 nel 2013); 10 categorie in gara; web tv con diretta sull'evento; più di 30 testate accreditate tra tv, quotidiani, settimanali e mensili e più di 60 blog e webnews accreditati.

La manifestazione, organizzata dalla rivista mensile Pizza e Pasta Italiana, rappresenta e valorizza il piatto più amato e trasversale al mondo attraverso un’intensa 3 giorni di gare e manifestazioni collaterali. La manifestazione funge inoltre da punto di riferimento e d’incontro per l’imprenditoria del settore, che guarda al Campionato Mondiale come un punto di osservazione unico e privilegiato rispetto alle novità ed ai potenziali futuri trend del comparto. La serata finale prevede la rituale Cena di Gala in cui si celebreranno i nuovi Campioni del Mondo. 

www.campionatomondialedellapizza.itwww.pizzaworldchampionship.com

Discepoli di Pellegrino Artusi cercasi. Ingredienti richiesti: passione per i fornelli e abilità nel cucinare un primo piatto. Segni particolari: non essere professionisti del settore, omaggiare la cucina domestica e ispirarsi al celebre manuale artusiano. Ritorna il Premio Marietta, il concorso nazionale promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette, dedicato alla celebre governante dell’Artusi. Figura fondamentale nella vita di Pellegrino Artusi, Marietta Sabatini (insieme al cuoco Francesco Ruffilli) ha contribuito in maniera determinante all’impresa culinaria e editoriale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene. Nella cucina di casa a Firenze provarono e riprovarono centinaia e centinaia di ricette in un viaggio di sapori che ha toccato l’intera penisola: Marietta e Francesco stavano ai fornelli, Artusi correggeva, rivedeva le dosi, riscriveva i procedimenti, integrava i suggerimenti, spiegava e commentava con riflessioni personali. E per dimostrare la profonda gratitudine per quanto avevano fatto i suoi fedeli collaboratori, il gastronomo lasciò loro per testamento i diritti d'autore del suo libro, nonché a Marietta la cospicua cifra di ben 8.000 lire. Il Concorso è un omaggio alle Mariette di oggi, allo spirito della cucina domestica che ha animato tutto il percorso gastronomico e culturale dell’Artusi.

Come partecipare al Premio Marietta
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a martedì 3 giugno 2014: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli)indicando “Premio Marietta” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Per partecipare occorre inviare una ricetta originale di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.
 
La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All'interno della busta l'autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l'attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia. Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti, come di tradizione, durante la 18ª edizione della Festa Artusiana, in calendario dal 21 giugno al 29 giugno 2014 a Forlimpopoli. La cerimonia ufficiale di premiazione del concorso si svolgerà nei giorni della manifestazione. Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad. La giuria sarà composta da esperti e presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell'Associazione delle Mariette che, in nome della cuoca di Artusi, promuove in Casa Artusi la cultura gastronomica di tradizione. www.pellegrinoartusi.it e www.casartusi.it

Si è svolta a New York, la "Ultimate Barista Challenge", la gara tra i migliori baristi statunitensi, un circuito di sfide tra le migliori estrazione di caffè, performance di latte art, preparazione di cocktail e frappè a base di espresso. Ogni barista, in sfida con un altro concorrente, aveva dieci minuti di tempo per ogni fase di gara per convincere il pubblico ed un panel di giudici esigenti, tra esperti di caffè, formatori, critici gastronomici, chef e sommelier. Il format creativo della competizione americana ha l’obiettivo di introdurre il caffè di qualità e l’alta professionalità dei baristi nel mondo dell’alta ristorazione e con una modalità tipica dell’intrattenimento e del divertimento. Gli “Ultimate Barista” del 2014 sono James Duncan, che conquista il primo posto nella gara Best of Brew e Danny "Latte" Shannon, con i migliori risultati nelle categorie Latte Art ed Espresso. La Spaziale USA, con la collaborazione di Jonathan Yalenti di Benfatto Coffee, ha messo a disposizione dei Baristi dell’Ultimate Barista Challenge 2014 la S40, la macchina per espresso dall’azienda veneta. www.laspaziale.com

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