Noi-per-Voi

ARMANDO PALMIERI RISPONDE ALLE VOSTRE DOMANDE

Passaggio di testimone per rispondere alle crescenti richieste tecniche di voi lettori, sia sulla rivista che on line. Dopo la pionieristica collaborazione del compianto Renato Scalenghe negli Anni 80, dopo il lungo e fruttuoso lavoro di Fulvio Scolari (dal 1989 al 2006) e quello prezioso di Leonardo Di Carlo (dal 2009 al 2012), l'onere passa al nostro collaboratore “giramondo” Armando Palmieri!

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Mercoledì, 07 Giugno 2017 09:55

Glassa Sacher

Scritto da

Chef, sono stato a Vienna ultimamente e mi è rimasta impressa la glassa della mitica Sacher. Non credo sia composta solo da cioccolato, ma non riesco a capire: si tratta una ganache o altro?
 
Caro Renato,
ci sono diverse ricette per questa glassa di copertura. C'è chi la preferisce lucida e croccante come dici tu o semplicemente morbida e opaca, ma sono tutti tentativi che si possono solo avvicinare alla ricetta originale e brevettata. Questa viene custodita in Austria presso l'Hotel Sacher e non è mai stata resa pubblica. Basti pensare che al mondo non esiste alcuna licenza che permetta la riproduzione originale della torta. Ad ogni modo, quella che puoi preparare è una glassa così composta:

 

Glassa di copertura
fondente 65%    g    300
panna liquida     g    250
glucosio     g    50
cacao     g    25
Portare ad almeno 50°C la panna con il glucosio (non superare tale temperatura, altrimenti si potrebbe rovinare il gusto del cioccolato). Versare sul cioccolato ridotto in scaglie e lasciare riposare qualche minuto. Con un mixer da cucina, creare un’emulsione, mentre si aggiunge il cacao. Questa glassa può essere utilizzata a 28°C.

Un abbraccio

Martedì, 06 Giugno 2017 09:44

Diplomatico o Zuppetta

Scritto da

Ciao Chef, da qualche parte lessi una ricetta del Diplomatico, dolce molto apprezzato dalle mie parti, con il nome di zuppetta, ma non la trovo più: potresti aiutarmi? Grazie
Antonella

Ciao Antonella, quella che tu chiami zuppetta è cara a Napoli e vuole indicare proprio l'italianissimo Diplomatico. In questi ultimi tempi, è sempre più difficile trovarlo nelle pasticcerie (non nella mia, ove è sempre presente!). Il nome è più che azzeccato per questo dolce: infatti, dal greco, diplomatico significa "rendo doppio", cioè doppio impasto. È formato infatti da due dischi di pasta sfoglia, due strati di crema diplomatica (sempre in riferimento al doppio, poiché qui abbiamo crema pasticcera e panna montata), intervallati da uno strato di pan di Spagna, inzuppato (ecco da dove deriva il termine campano) con una bagna. In origine era Alchermes, ma la si può trovare anche al rum. Si tratta di una preparazione semplice e abbiamo ricette di basi che possono essere assemblate tra di loro.

 

 

TRANCIO DIPLOMATICO


Pasta sfoglia
farina forte    g    760
farina debole     g    300
burro 82% mg     g    660

Crema pasticcera
latte intero    g    1600
panna fresca     g    400
tuorli     g    600
zucchero     g    600
amido di mais    g    70
amido di riso     g    70
bacca di vaniglia Bourbon     n    1

Pan di Spagna
uova intere    g    500
zucchero semolato     g    360
farina 00     g    300
fecola di patate     g    100
bacca di vaniglia     n    1

Una volta preparate queste basi, non resta che montare il dolce, partendo con un quadrato (o un rettangolo) di pasta sfoglia. È sempre meglio impermeabilizzarla con burro di cacao liquido, spennellato sulla superficie della pasta dopo cotta, così che, rapprendendosi, formi una pellicola che non permetta all'umidità della crema di bagnare la sfoglia e farle perdere la caratteristica principale di questa preparazione, cioè la croccantezza. Proseguire con crema diplomatica (in genere 2/3 di crema pasticcera, 1/3 panna semimontata) e una fetta di pan di Spagna di circa 2/3 cm, bagnato con bagna al rum (1 litro d’acqua, 700 g di zucchero, 235 ml di rum scuro). Concludere con un altro strato di crema diplomatica e un ultimo strato di pasta sfoglia. Lo si può preparare in un unico trancio, porlo in freezer qualche ora e tagliare le porzioni. Spolverare la superficie con abbondante zucchero a velo.
Un abbraccio

Venerdì, 24 Marzo 2017 09:09

Ricetta gella ganache gianduia per stampo

Scritto da

Gentile chef Palmieri, volendo proporre una ganache da stampo che contenga della pasta nocciola, cioè al gianduia, come mi devo regolare nei dosaggi?
Grazie, Valentina

Ciao Valentina, ti propongo una ricetta:

GANACHE GIANDUIA STAMPO
275 g panna fresca 35%
55 g destrosio
120 g pasta nocciola .
550 g copertura al latte 34%
Portare a 80°C panna e destrosio, versare sulla copertura ed emulsionare inserendo la pasta nocciola. A 28°C riempire gli stampi.
A presto! Armando

Venerdì, 24 Marzo 2017 09:06

Le temperature corrette per le glasse

Scritto da

Ciao Armando, mi sai dare qualche dritta sull’uso delle glasse? Ho sempre qualche difficoltà nella gestione delle temperature.
Grazie anticipatamente e complimenti per la rubrica! Andrea

Ciao Andrea, le glasse sono un elemento base nella pasticceria moderna. Vengono utilizzate per apportare lucentezza a un prodotto ed evitano che lo stesso possa subire essiccazione durante lo stazionamento in frigorifero (da +4°C a -18°C). Bisogna sempre tenere presente la temperatura di utilizzo della glassa, che cambia a seconda degli ingredienti che la compongono.
Proprio a seconda degli ingredienti presenti, si suddividono in più famiglie:
base cioccolato, composta cioè da un liquido (panna, latte, acqua, zuccheri) con cioccolato e un addensante (gelatine  animali o pectine). Quando la glassa contiene cacao, deve essere portata a 102°C;
base neutra, dette anche a freddo, composta da uno sciroppo (acqua, zuccheri, puree) con un addensante (nella maggior parte dei casi pectina);
base caramello, ovvero caramello decotto con un liquido e un addensante (amidi o gelificanti o pectine).
Come puoi constatare, non c’è una temperatura d’uso standard per tutte le glasse. Puoi prendere come riferimento 34°C per quelle al cioccolato o cacao, 28°C per quelle neutre a freddo, e dai 36 a 42°C per quelle base caramello.
Ti abbraccio

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